Diciamo che in qualche modo ci stanno provando.
I due colossi televisivi italiani stanno pian piano, con molta timidezza, provando ad entrare nel mondo della rete.
Sarà la paura di restare tagliati fuori o sarà che finalmente hanno intravisto nel web il futuro, fatto sta che qualche passettino lo stanno facendo.
Sapete tutti dell’esperienza di collaborazione tra noi e TgCom (Mediaset), A lezione di web con Videomarta è un esperimento (dal futuro incerto) al quale bisogna per lo meno riconoscere il merito di essere stata la prima collaborazione Mediaset-UGC. Sempre made in TgCom è il nuovo esperimento Superblog.
Ma vorremmo focalizzare l’attenzione su quello che sta facendo la vecchia mamma RAI.
Già da qualche tempo il Tg1 ha provato a lanciare una serie di blog. Il successo è discutibile ma perlomeno è un passo.
Le novità più interessanti riguardano però i contenuti video e sono tutte concentrate nel variegato sito RAI.
Le edizioni dei Tg delle tre reti RAI sono sempre a disposizione, così come le edizioni dei Giornali Radio.
Ha già una sua storia RAI Click, spazio dedicato alla creazione di un palinsesto on demand. Anche qui l’idea è buona ma il catalogo è decisamente carente (almeno per il momento).
Se verrà man mano riempito è invece facile prevedere un grosso successo per Teche RAI che punta a raccogliere un pò tutta la nostra storia televisiva, e si sa quanto noi italiani siamo legati al nostro passato.
Infine le ultime due novità. RAI 4 è stata molto pubblicizzata negli ultimi mesi e l’impressione è che la partenza sia stata meno folgorante delle attese (ma non abbiamo dati per confermare questa idea). E a dire la verità stiamo ancora aspettando un’intervista che ci era stata prospettata.
Ultima nota di merito riguarda quella che sembrerebbe in realtà la cosa più scontata ed ovvia. Da qualche tempo infatti le tre reti RAI sono visibili anche in diretta streaming sul sito, così come RAINews24 e RAI Sport. tutto quello che passa in chiaro, passa anche on line.
Insomma il sito RAI è molto complesso ed ampio (contiene anche una sorta di Web Tv) e molti di questi materiali potrebbero essersi incamminati sulla strada giusta.
L’impressione è che l’impegno ed il dispiegamento di forze sia questa volta importante.
E a tutto questo bisogna aggiungere la notizia dell’accordo tra RAI e Youtube. La piattaforma di videosharing caricherà i contenuti RAI in maniera “ufficiale” stroncando così il problema dei diritti… e ci sembra una soluzione valida, Mamma RAI ci sta provando… come andrà a finire non è dato saperlo, ma sicuramente la situazione è molto differente rispetto a pochi mesi fa, quando il nostro incontro al Faber Meeting con alcuni dirigenti RAI (e non solo) ci aveva lasciato l’amaro in bocca per le nulle prospettive di futuro.
Negli ultimi giorni i media italiani hanno rilanciato in maniera massiccia la notizia del boom di Facebook.
E per una volta dobbiamo ammettere che la notizia è corretta ed innegabile.
Nelle ultime settimane gli iscritti (italiani) del più famoso social network mondiale si sono moltiplicati e chi già era utente da tempo non ha potuto fare a meno di notare la crescita dei contatti.
Ma come si spiega questo boom?
L’Italia, lo sappiamo, è abbastanza indietro rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda strumenti e conoscenza della rete. Possiamo considerare questa crescita come il primo passo passo.
La velocità di diffusione è in realtà facilmente spiegabile dando uno sguardo al funzionamento dello strumento Facebook.
Facebook è una rete sociale generalista (cioè non dedicata ad un settore specifico) e permette di raggiungere vecchi e nuovi conoscenti con molta facilità.
Al momento dell’iscrizione ci vengono richiesti alcuni dati come scuola frequentata, posto di lavoro, città, interessi. Il sistema incrocia tutti questi dati e scova nel suo archivio utenti con gli stessi interessi, che vivono nella stessa città e soprattutto che hanno frequentato la stessa scuola o lo stesso posto di lavoro.
Ecco che in un istante ci troviamo in contatto con vecchi amici e conoscenti.
Con lo stesso principio, ogni volta che inseriamo nuovi amici, Facebook ci propone gli amici degli amici come possibili conoscenti, e così via…
E’ evidente che in questo modo la diffusione è immediata e si allarga a macchia d’olio.
Se volete approfondire il discorso sui Social Network, tempo fa avevamo preparato una puntata su A lezione di web con Videomarta dedicata proprio alle reti sociali.
E questo punto, ovviamente, questo è il gruppo dedicato a Videomarta neonato su Facebook. Se avete voglia potete iscrivervi ed invitare amici e conoscenti a fare lo stesso.
Aggiornamento delle 19:00
Per restare “sulla notizia” aggiungiamo questa interessante intervista del giovane Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, appena pubblicata su Repubbblica.
I telegiornali ce li propinano in continuazione.
Atti di bullismo nella scuola italiana con cadenza praticamente quotidiana.
Sembra che nelle nostre classi non si faccia altro che opprimere l’indifeso, far valere la propria forza di anziano della scuola, distruggere banchi e sfasciare armadi.
Per non parlare di ragazze che si baciano, che mostrano seni nudi ai compagni, che si impegnano in zuffe nei bagni.
Tutto questo naturalmente documentato da video girati con gli onnipresenti telefonini e prontamente messo a disposizione del mondo attraverso Youtube.
Questo è il desolante panorama che ci presentano i media nazionali.
Sappiamo bene che la situazione non è così tragica, che i media riportano solo quello che “fa notizia“, che videofonini e siti di videosharing sono strumenti che amplificano a dismisura le possibilità ma che restano strumenti. E come tali possono essere utilizzati in maniere differenti.
E per fortuna i ragazzi sono perfettamente consapevoli della situazione.
Tanto che i ragazzi della 3C (di qualche anno fa) del Liceo Classico Maffei di Verona hanno realizzato questo magnifico video. Autoironia e presa in giro delle convinzioni comuni. Gustatevelo.
Mi sembra il caso di riprendere la notizia della strage nella scuola in Finlandia per un paio di considerazioni che riguardano il web, Youtube e la considerazione che di tutto questo hanno (di solito) i media tradizionali… e di conseguenza l’opinione pubblica.
I fatti li conoscete.
Quello che poi succede è che su Youtube vengano scovati dei video di Mr. Saari, autore della strage, in cui fa alcune dichiarazioni deliranti e si allena al poligono, e su un sito addirittura la descrizione precisa di quella che sarà la strage, con tutti i preparativi.
La Polizia finlandese decide di oscurare sito e video.
Ma non vi preoccupate perchè come al solito Repubblica, ma anche Corriere hanno fatto in tempo a rubare i video a Youtube e quindisonotuttivisibili.
Quello che come al solito viene fuori dai servizi dei TG di ieri è uno stretto legame tra la strage e la presenza in rete dell’omicida. La facile catena internet - Youtube - deviazione - perdizione. Purtroppo in questo caso manca l’aspetto demoniaco, bisognerà farsene una ragione.
Voce fuori dal coro, che apre nuovi spiragli alla speranza, è la breve considerazione di un guru tradizionale come Aldo Grasso, dalla quale mi sembra il caso di ripartire.
Occhi verdi verdissimi, sorriso disarmante.
Le poche battute che le sono state concesse in questi giorni lasciano intuire una mente per nulla frivola.
Ma soprattutto… notato niente?
Si… proprio lì… proprio il colore dei capelli che le incorniciano quel visino splendente.
Miriam Leone è rossa!!!
E come poteva essere altrimenti per la Miss Italia del 2008?
Voglio dire, siamo nell’anno di Videomarta o sbaglio?
E allora è naturale che la miss di quest’anno sia rossa di pelo.
Comunque, sarà per i capelli, sarà per quello che dice, sarà per il sorriso, a me Miriam piace molto.
Ed inoltre sembra proprio di capire che abbia una strada già segnata nel cinema italiano, a partire dall’interessante premio aggiuntivo: i tre mesi di corso all’Actor Studio.
Ops… scusate il post vagamente gossipparo… ma un pò di solidarietà tra rosse mi sembrava dovuta.
La notizia apparsa su Repubblica di qualche giorno fa mi ha fatto riflettere.
Sembra che uno studio inglese abbia appurato che quasi la metà degli abitanti dell’isola soffre di una nuova sindrome che è stata definita discombugogglamento.
A parte l’impronunciabilità del termine, si tratta di una vera e propria sindrome da stress che si viene a creare quando ci troviamo in condizioni di non poterci connettere ad internet. Sudore, ansia, aumento dei battiti. Tutti sintomi di questa nuova malattia che si presentano quando non riusciamo a scaricare la posta, a raggiungere i nostri siti preferiti, o anche solo se la pagina richiesta ritarda qualche secondo ad apparire.
Sarà segno della società in evoluzione? Nuovi strumenti, nuove necessità, nuove malattie e nuovi disturbi.
Naturalmente il sondaggio lascia un pò il tempo che trova, ma una certa attenzione è da dedicare allo studio medico effettuato dal dott. Lewis (anche se bisognerebbe ovviamente saperne un pò di più).
A margine dell’articolo il dato che dovrebbe farci invidia: il 70% della popolazione inglese è raggiunta dalla banda larga!